Chiesa rurale Domus Mea
La cappella
La cappella chiesa rurale Domus Mea è un edificio religioso facente parte di un antico insediamento rurale fortificato, che include anche strutture ipogee.
Si trova a circa 10 km di distanza dal centro abitato di Altamura, in località "Parisi Vecchio" nei pressi della S.S. 378 Altamura-Corato (contrada San Giovanni).
Per la sua importanza storica e artistica, la cappella è stata dichiarata bene di interesse culturale nel 2016 ed è sottoposta a vincolo di tutela dall'ufficio della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia (ai sensi dell'art. 10 comma 1 del D.lgs 42/2004).
Origini e storia
La prima fonte certa risale a un atto notarile del 17 gennaio 1673, in cui si attesta che don Francesco Colonna, un sacerdote della chiesa maggiore, dichiara la avvenuta costruzione di una cappella dedicata all'Immacolata Concezione.
Tuttavia, in base alle ricostruzioni storiche della famiglia Marvulli (che ha successivamente acquisito il bene, originariamente di proprietà della famiglia Colonna), la cappella sarebbe stata costruita già nella prima metà del Seicento.
Un'ulteriore fonte documentale è un testamento pubblico del 1857, redatto dal canonico don Donatangelo Marvulli, nel quale il fratello Vitantonio si obbligava a celebrare messa nella cappella della sua masseria.
Come si evince dal catasto risalente all'anno 1817, l'ecclesiastico Donatangelo Marvulli era coinvolto in numerose compravendite di proprietà in località Parisi e nei dintorni, costituendo un'estesa fonte di lavoro per i contadini locali.
In questo contesto, la cappella non era solo un luogo di culto, ma anche un importante punto di ritrovo per i lavoratori delle masserie e delle terre circostanti, arricchendo la vita sociale e culturale della comunità.
Attualmente, la chiesa rurale Domus Mea non appartiene più alla famiglia Marvulli, bensì a Caterina Moramarco.
A differenza di molte altre chiese di campagna, spesso lasciate spoglie da ornamenti che erano solitamente prerogativa delle chiese maggiori entro le mura delle città, gli interni della cappella sono intonacati e decorati da pitture.
Questo aspetto rende la chiesa Domus Mea un caso notevole di arte religiosa rurale e mette in luce il suo valore non solo come edificio sacro, ma anche come patrimonio artistico e culturale della regione.
Aspetti architettonici
Il complesso rurale è composto da un edificio principale, il più elevato in altezza del sistema masseria, e da un corpo di fabbrica con annessa cappella e locali ipogei.
La Cappella ha uno stile tipico dell'architettura rurale murgiana, con una forma regolare a parallelepipedo e un tetto a doppia falda. La facciata principale è leggermente allungata, creando un effetto asimmetrico rispetto all'ingresso, che è decorato con un elegante portale in calcarenite su cui è incisa l'iscrizione latina "DOMUS MEA DOMUS ORATIONIS" (traducibile letteralmente come "Casa mia, casa di preghiera").
Sopra il portale c'è un frontone con una finestra ovale, e alla sommità della cappella si trova un piccolo campanile in tufo, decorato da una cornice smussata e una sfera con una croce in ferro.
Al suo interno, la cappella ha una pianta quadrata di circa 5 metri per lato, con l'ingresso e l'altare posizionati al centro. Ai lati dell'altare ci sono due nicchie, con una terza nicchia scavata nella muratura al di sopra dell'altare. Le pareti sono costruite in calcarenite e il soffitto è a volta, con quattro lunette.
Le pareti interne sono affrescate con un disegno che simula un basamento ligneo, mentre sulle facciate laterali ci sono delle effigi dedicate ai precedenti proprietari della cappella. L'altare, realizzato con basi in pietra dipinte a motivi floreali, è tipico della tradizione pugliese e presenta marmi policromi incastonati con madreperla.
Progetto di restauro
La riqualificazione della cappella è stata resa possibile da un finanziamento dell'Unione Europea nell'ambito del programma NextGenerationEU attraverso un bando indetto dalla Regione Puglia.
Prima degli interventi di restauro, sia l'interno della cappella che l'area circostante erano in stato di abbandono da diversi anni e i segni del tempo sulla struttura e sull'ambiente circostante erano evidenti.
L'esterno della struttura presentava una serie di patologie materiche tipiche dei materiali tufacei, tra cui:
- alterazione del colore originario del materiale in seguito al deposito di materiali inquinati atmosferici;
- una patina biologica, soprattutto nei coronamenti superiori delle strutture a maggior contatto con gli agenti atmosferici;
- presenza di vegetazione infestante sulla base della facciata esposta a Nord, dovuta al mancato isolamento del prospetto con il terreno.
L'interno della Cappella invece presentava degradi collegabili alle patologie materiche dei materiali intonacati, tra cui macchie e alterazioni di colore.
Sono stati messi in atto interventi volti a eliminare le cause del degrado della struttura muraria e delle parti intonacate, oltre che al restauro dell'affresco a disegno di cassettonato, dei marmi dell'altare e delle scritture sulle pareti.
Il progetto ha previsto anche interventi legati alla messa in sicurezza e alla riqualificazione paesaggistica in ottica di sostenibilità ambientale, con particolare attenzione alla scelta di materiali naturali e a chilometro zero che potessero integrarsi perfettamente con l'identità storica e culturale del luogo.
Visite e contatti
È possibile visitare gratuitamente la cappella previa prenotazione.
Per informazioni su orari di apertura e modalità di visita, contattare Caterina Moramarco ai seguenti recapiti:
- Cellulare: +39 338 932 5949 (anche WhatsApp)
- Email: info@chiesadomusmea.it